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"Pratica di coaching e leadership, intervista al direttore didattico Savarese"

Il percorso di pratica di coaching e leadership avviato da AblaCoaching è quasi giunto al termine e cogliamo l’occasione, data la presenza qui al coworking di Salvatore Savarese, per chiedere un primo bilancio dell’attività.  Salvatore Savarese è il direttore didattico di AblaCoaching, esperto di Coaching e formazione aziendale con esperienza ultradecennale.

1. Buonasera Salvatore, come nasce l’idea di un percorso di pratica di coaching e leadership a Pisa?

Intanto, vi ringrazio per l’ospitalità e per avermi dato la possibilità di utilizzare gli spazi del coworking per la Scuola. Il percorso nasce in risposta ad una esigenza chiara: oggi, nell’attuale contesto del mondo del lavoro sono sempre più necessarie e richieste competenze comportamentali e soft skills per affrontare, a qualsiasi livello e in qualsiasi ambito, le sfide lavorative e i cambiamenti che vengono richiesti. Ad esempio, ho avuto modo di verificare che, nelle tante aziende con le quali ho lavorato, sempre più sono decisive e determinanti competenze relazionali come l’empatia e la resilienza per gestire i cambiamenti e portare avanti le sfide della competizione di mercato globale. Ho scelto Pisa per il gran numero di aziende e di startup e per la comodità del coworking Nest2Hub.

2. A cosa serve, nello specifico un corso di coaching e leadership?

Come dicevo, ci sono competenze manageriali che fanno la differenza e che aggiunte a competenze tecniche importanti, possono davvero cambiare il modo di relazionarsi, comunicare e gestire le persone. Quando mi riferisco a coaching e leadership intendo che oggi tutti dovrebbero avere queste competenze per aumentare la produttività del lavoro. Queste competenze non sono più appannaggio di manager o aziende strutturate, ma sono necessarie all’operaio per lavorare in team, all’impiegato per rispondere alle telefonate dei clienti, all’imprenditore per stringere relazioni professionali più proficue, alla startup per costruire un team coeso e affiatato.

3. Qual’è il bilancio di questo percorso di pratica?

Il bilancio è estremamente positivo. Io preferisco lavorare sempre con un numero limitato di persone in aula, non più di 10. Ritengo che se davvero si vuole trasmettere e rendere chiari concetti, strumenti, metodi tipici del coaching e dei modelli comportamentali di leadership è necessario avere un approccio che sia pratico, diretto e coinvolgente. E’ importante, a mio parere, accompagnare le persone, passo passo, verso la necessaria scoperta, consapevolezza e apprendimento di tutti gli strumenti necessari. Gli allievi di questo percorso di pratica, alla fine, sosterranno un esame teorico e pratico per verificare il livello di apprendimento.

4. Che cos’è la Scuola di Coaching Abla Coaching?

Abla Coaching è una scuola che si basa sul Coaching Ontologico Trasformazionale e sul metodo Care. Una delle caratteristiche peculiari del metodo è quella di considerare il rapporto di coaching una vera “alleanza” dove il coach lavora, insieme al coachee, a 360 gradi su ogni aspetto della sua vita. Infatti, io credo che un cambiamento vero e duraturo sia possibile se e solo se le persone hanno davvero chiara qual è la loro direzione, il loro tema di vita, la loro identità. Quale che sia il problema che portano o l’obiettivo che desiderano raggiungere è imprescindibile un lavoro in profondità su convinzioni, emozioni e valori fondanti della persona. Per conlcudere, un cambiamento, vero e duraturo, ha effetto sulla persona in tutti gli ambiti della sua vita.

5. Quali sono le prossime iniziative della scuola?

A febbraio 2019 partirà il percorso di Executive Coaching, diviso in due livelli: base e avanzato. E’ un percorso per chi vuole diventare coach e per chi, manager, imprenditore o consulente desideri acquisire competenze avanzate di leadership, comunicazione e coaching. Troverete informazioni sul mio blog personale http://www.salvatoresavarese.it 

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"Perché la protezione dei dati è un diritto fondamentale dell’uomo?"

Quando si parla di “privacy” si fa normalmente riferimento al diritto fondamentale, riconosciuto a ciascun individuo, di controllare l’utilizzo e la diffusione dei propri dati personali.

Negli anni la circolazione dei dati personali ha assunto un ruolo centrale ed un’importanza enorme non solo a livello sociale, ma anche economico, tanto per gli Stati quanto per i privati. Abbiamo infatti assistito al passaggio da una concezione originaria di privacy, risalente addirittura alla fine dell’Ottocento, intesa come “diritto ad essere lasciati soli” a quella moderna di diritto all’autodeterminazione informativa, secondo la quale ciascuna persona deve, o dovrebbe, essere in grado di controllare il flusso di informazioni che la riguardano, direttamente o indirettamente.

Parallelamente all’attenzione rivolta agli ingenti flussi di dati personali è emersa, con sempre maggiore forza, la necessità di riconoscere un valore altrettanto forte ai diritti delle persone fisiche coinvolte: si è così delineato il diritto di ciascuna persona fisica di pretendere che i propri dati personali siano trattati nel rispetto dei propri diritti fondamentali e che sia loro assicurato il rispetto di una serie di diritti funzionali ad un utilizzo dei dati sicuro e garantito.

Nello spirito complessivo il GDPR nasce proprio con lo scopo di facilitare e rendere più sicura la circolazione dei dati, enfatizzando e ponendo quale fulcro di tutta la disciplina la tutela dei diritti degli interessati comunque coinvolti nelle attività di trattamento dei dati personali.

Il Regolamento infatti si fonda sull’idea che le attività di trattamento dei dati debbano essere rivolte “al servizio dell’uomo” (come affermato nel Considerando n. 4) in un’ottica di tutela globale e complessiva. Da questo assunto discende che il diritto alla protezione dei dati non è un diritto assoluto, ma un diritto che viene riconosciuto per la sua funzione sociale e che va, pertanto, contemperato con gli altri diritti fondamentali dell’uomo di volta in volta rilevanti e prevalenti, come, ad esempio, il diritto alla libertà di espressione o il diritto al rispetto della vita privata e familiare.

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"Welfare dei professionisti: donne e giovani più scoperti"

Lavoratori autonomi senza tutele. E’ lo spaccato del welfare dei professionisti che emerge dall’ultima ricerca fatta dal Censis (Centro Studi Investimenti Sociali).  La ricerca di Censis è di ampio respiro sul ruolo dei liberi professionisti in Italia, su criticità e potenzialità. Non manca, però, il capitolo sul welfare, che mette in luce come, in assenza di adeguati strumenti di tutela, molti autonomi siano costretti a rinunciare alla loro attività o a metter mano ai loro risparmi in caso di imprevisti che ne riducano la capacità di lavorare.

Negli ultimi anni le maggiori difficoltà di mercato affrontate dai professionisti hanno portato molti di loro anche a fare i conti con i limiti di un sistema di welfare che, centrato su una logica di tipo essenzialmente previdenziale, risulta in larga parte inadeguato a supportare i professionisti nei momenti di maggiore bisogno nel corso della vita lavorativa. Non solo l’assenza di forme di sostegno al reddito e di strumenti agevolati di accesso al credito, può determinare, soprattutto per alcune categorie e fasce professionali, l’esclusione dal mercato e dalla vita lavorativa o l’impossibilità di sviluppare la propria attività; anche la carenza di strumenti volti a supportare i professionisti nel caso di imprevisti, rischi e scelte legate alla sfera personale, famigliare e affettiva, finisce per avere effetti pesanti sul percorso di sviluppo professionale.

Le donne, in particolare le più giovani, sono quelle su cui ricadono i maggiori rischi d’interruzione dell’attività professionale al verificarsi di determinate situazioni personali o famigliari. Negli ultimi cinque anni, il 37,8% ha dovuto modulare il proprio impegno professionale in base a fattori esterni al lavoro, rispetto al 16,8% dei colleghi: per lo più per maternità (22,4%), problemi di salute (10,8%) e in svariati casi per prendersi cura di altri famigliari (8,5%), anche in questo caso in misura più accentuata di quanto non si sia riscontrato tra gli uomini (6,9%).

Di fronte a tali imprevisti o scelte di vita, che hanno ricadute dirette sulla vita professionale e inevitabilmente anche sul reddito, i professionisti si trovano a dover contare per lo più sulle proprie risorse: ben il 70,3% ha fatto fronte al venire meno o alla diminuzione delle entrate da attività professionale attingendo ai propri risparmi e, a seguire, il 32,9% ha potuto contare sull’aiuto di amici o parenti. Secondo la ricerca, in mancanza del sostegno famigliare o dei risparmi accumulati nel corso della vita al verificarsi di tali eventi i professionisti rischiano dunque di trovarsi spiazzati, in balia delle situazioni, o laddove possibile, sono costretti a rimandare in maniera indeterminata talune scelte, come quella della maternità. Solo nel 19,5% dei casi, legati per lo più alla maternità, la Cassa di previdenza ha supportato il professionista, e ad essa si è fatto ricorso soprattutto al Nord (il 24,4% al Nord Ovest e il 20,8% al Nord Est) e nell’area delle professioni sanitarie (28,2%).

Di fronte a questo quadro, ci sono vie d’uscita?  Da parte del pubblico, è difficile pensare che siano strutturati a breve dei supporti che colmino le carenze riscontrate dagli autonomi.
Le difficoltà economiche, infatti, hanno importo la necessità di una revisione per i lavoratori dipendenti ed è difficile pensare che, nell’immediato, ci sarà un ampliamento delle tutele. Dall’altra parte, una risposta può arrivare dalle coperture assicurative ma anche ambienti di condivisione degli spazi di lavoro flessibili ed innovativi. Si inizia a parlare di coworking per valorizzare la “risorsa umana” attraverso la relazione, e al tempo stesso fare incontrare la domanda di chi cerca un luogo per lavorare flessibile con l’offerta di chi ha uno spazio da condividere. E sul welfare? Per quello c’è Piano C, progetto di coworking milanese fortemente orientato all’offerta di servizi di conciliazione famiglia-lavoro ed in Toscana precisamente a Pisa c’è NEST2HUB, nato a fine 2016.
Oltre ai “soliti” uffici, sale riunioni, cucina attrezzata, telefoni e stampanti, NEST2HUB offre area relax, spazi “salvatempo” con servizi prenotabili online, e soprattutto NESTBABY micro nido aziendale autorizzato dal Comune di Pisa che ospita bambini dai 12 ai 36 mesi, con uno ludo spazio etico con una stanza sensoriale (snoezelen room) che apre alle 16.30 per intrattenere bambini di età diverse.

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"Lavorare in un Coworking (e ufficio) con alta connettività e Wi-Fi protetti da WatchGuard"

Il Coworking NEST2HUB di Pisa si propone come luogo d’incontro per professionisti, freelance, startup e per chi è alla ricerca di uno spazio lavorativo, in un ambiente confortevole e di design, tecnologicamente all’avanguardia.
All’inizio di questo progetto, ci siamo documentati sulle maggiori problematiche che i freelance devono affrontare e abbiamo cercato di analizzare cosa potevamo offrire per creare uno spazio di lavoro flessibile, innovativo ma anche stimolante. Abbiamo progettato un ambiente funzionale, con un design giovane e fresco, dotato di tutte le tecnologie necessarie per l’attività di ufficio, con una connettività stabile, sicura, performante, e la flessibilità necessaria a un ambiente così dinamico.
All’interno dei sui 720 mq NEST2HUB offre postazioni lavorative con scrivanie attrezzate, sale riunioni affittabili, uffici privati o condivisi, spazi comuni, una zona break ed un nido aziendale 12/36 mesi automatizzato dal Comune di Pisa.

Per creare una vera e propria autostrada informatica in grado di permettere a freelance, startup, professionisti di operare senza problemi di banda o di lentezza di rete, si è optato per una connettività in fibra a 100 mega in home simmetrica a cui si affianca una seconda linea con 2 operatori diversi. Per garantire la migliore sicurezza possibile nella connessione a Internet, anche per chi si collega in modalità wireless, sono stati installati un firewall WatchGuard a protezione della rete e quattro access point WatchGuard.

L’infrastruttura è stata progettata ex-novo e fin da subito abbiamo puntato su soluzioni WatchGuard per dare maggiore sicurezza ai nostri Nesters.
L’infrastruttura oggi garantisce a chi usufruisce degli spazi NESt2HUB di lavorare con una connessione Internet altamente performante, di fare attività come audio e video conferenze o utilizzare webcam senza problemi di banda o sicurezza di sorta.

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"Professionisti e Freelance: innovazione e coworking, accesso ai voucher"

Anche quest’anno dal 1 al 31 luglio per i Coworker (o aspiranti Coworker) sarà possibile presentare la domanda per ottenere i Voucher messi a disposizione dalla Regione Toscana nell’ambito di GiovaniSì. L’obiettivo è promuovere la creazione di percorsi imprenditoriali e incentivare il coworking come stile lavorativo innovativo e “smart”, che nella condivisione di un ambiente di lavoro stimola e favorisce un’attività di auto imprenditorialità, in particolare da parte dei giovani coworker.

L’avviso finanzia voucher individuali a supporto dell’autoimprenditorialità e del lavoro autonomo attraverso l’accesso agli spazi di coworking accreditati. Il bando, finanziato con risorse Por Fse 2014/2020, è attivo a scadenze. La prima finestra per la presentazione delle domande è dal 1 al 31 luglio 2018

I requisiti dei coworker per fare domanda

Le principali novità consistono in un bando con più finestre per presentare al domanda a partire dal luglio 2018 fino a dicembre 2020.  Inoltre vi è anche il possesso della partita Iva da non più di 12 mesi da parte del libero professionista che partecipa e l’apertura di questo al target over 40 per l’assegnazione dei voucher. I fondi a disposizione ammontano a 400mila euro.

Possono richiedere il voucher i liberi professionisti in possesso dei seguenti requisiti:

  1. essere titolare di partita IVA da non più di 12 mesi alla data di presentazione della domanda;
  2. essere residente e/o domiciliato in Toscana;
  3. appartenere ad una delle seguenti tipologie:
    1. soggetti iscritti ad albi di ordini e collegi;
    2. soggetti iscritti ad associazioni di cui alla Legge 4/2013 e/o alla Legge Regionale n. 73/2008;
    3. soggetti iscritti alla Gestione Separata dell’INPS.

Saranno favoriti i giovani (potenziali) coworker toscani con una specifica graduatoria dedicata agli under 40 (non compiuti) al momento della presentazione della domanda a cui saranno specificatamente destinati 200.987 euro.

Cosa finanzia il bando
I voucher finanziano il costo di affitto dello spazio di coworking accreditato (consulta l’elenco georeferenziato degli spazi toscani accreditati). L’importo massimo del voucher è pari a 3.500 euro con cui è possibile finanziare:

  1. fino a massimo 3.000 euro le spese di affitto della postazione di coworking, per la durata minima di 6 mesi e massima di 12 mesi;
  2. fino a massimo 500 euro le spese di viaggio, vitto e alloggio, qualora sia prevista una collaborazione presso uno spazio di coworking all’estero nei paesi della UE o in un’altra regione italiana da effettuarsi all’interno della durata del contratto di affitto.

L’utilizzo dello spazio di coworking deve avere una durata minima di 6 mesi e massima di 12, periodo nel quale il coworker svolgerà il proprio percorso imprenditoriale.

Come aderire: modalità e tempistiche
La domanda deve essere trasmessa tramite l’applicazione “Presentazione Formulario on line per interventi individuali” accedendo a questo link. L’accesso al sistema on line può avvenire tramite:

  1. il sistema SPID (Sistema Pubblico di identità digitale)
  2. la propria carta nazionale dei servizi (CNS) abilitata (tesserino sanitario abilitato o certificato digitale rilasciato da una certification authority riconosciuta). E’ necessario un lettore smart card.

Una volta eseguita la compilazione del formulario è necessario allegare (in formato zip), tramite lo stesso sistema online, i documenti indicati all’articolo 8 dell’avviso debitamente compilati, firmati e scansionati in formato pdf.

Le domande di finanziamento possono essere presentate nelle seguenti finestre temporali:

2018:
1-31 luglio
1-31 dicembre
2019:
1-30 aprile
1-31 dicembre
2020:
1-30 aprile
1-31 dicembre

Se hai bisogno di aiuto per presentare la tua domanda, scrivici indicando nome e cognome e una bozza del tuo progetto da candidare avrai il nostro responsabile a tua disposizione (Paola: pgabriele@nest2hub.com)
Alla pagina dedicata del sito GiovaniSi trovi altri materiali indispensabili per candidarti.

Progetto CAMPUS INNOVAZIONE – EDIZIONE FREELANCER
Chi fosse interessato può scegliere di partecipare all’ Edizione Freelance di Campus innovazione: il nuovo percorso di formazione e mentoring finalizzato a sviluppare nuovi prodotti tecnologici in collaborazione con aziende partner.

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"Eureka, quattro professioniste con la famiglia al centro"

Si chiamano Eureka ed a fare da filo conduttore alla loro attività è la famiglia. Eureka è uno dei primi gruppi di lavoro nato all’interno di Nest2Hub, sviluppatosi intorno alle competenze di quattro professioniste entrate in contatto fra di loro grazie alla comune frequentazione del nostro spazio di coworking. Del gruppo fanno parte la Dott.ssa Alessandra Testi, psicologa e psicoterapeuta, specializzata in terapie di coppie e con famiglie e nelle problematiche che coinvolgono i bambini (nello specifico Alessandra si occupa dei bambini con BES, Bisogni Educativi Speciali, disabilità intellettive e disturbi del comportamento), la Dott.ssa Noemi Izzia, logopedista, la Dott.ssa Mariagiovanna Carrieri, terapista della neuro e psicomotricità dell’età evolutiva, e la Dott.ssa Ester Marrapese, odontoiatra specializzata nel trattamento dei pazienti più giovani.

Questo gruppo di giovani professioniste si è formato grazie alla comune frequentazione degli spazi del coworking: ognuna di loro ha cominciato a svolgere le proprie attività scegliendo Nest2Hub come luogo di lavoro, nell’ottica di cercare un’alternativa al classico studio condiviso. Trovandosi gomito a gomito hanno avuto modo di conoscersi, è apparso subito chiaro che esisteva una comunanza di visioni tra i loro interessi professionali e le loro rispettive aree di intervento.

Tutte e quattro mettono infatti la famiglia al centro del loro lavoro e sono particolarmente interessate all’universo della coppia e dei bambini. A spingerle verso la costituzione di un vero e proprio gruppo di lavoro, che in seguito ha preso il nome di Eureka, è stata la Prof.ssa Stefania Bargagna, neuropsichiatra infantile e presidente dell’associazione Eppursimuove. L’associazione è nata nel 2016 con l’obiettivo di riunire medici, tecnici, terapisti, genitori di bambini con disabilità e bambini normodotati con l’intento di divertirsi e imparare ed ha scelto Nest2Hub come sede per avviare questo percorso, culminato con la creazione di NestBaby, l’asilo ospitato nella struttura di Ospedaletto, al quale si è aggiunta in seguito la ludoteca.

“Oggi Eureka è in grado di approcciare una determinata problematica che investe un bambino, una coppia o una famiglia in generale offrendo una visione a 360 gradi e coinvolgendo professionalità diverse e complementari” spiega Alessandra Testi, “il ruolo svolto da Nest2Hub è molto importante, ci ha permesso di costituire una vera e propria equipe e collaborare tra di noi. Grazie alla presenza dell’asilo e della ludoteca c’è l’opportunità di confrontarsi, soprattutto con le famiglie, che sono al centro del nostro lavoro”.

Per contattare il gruppo EUREKA chiamare la Dott.ssa Alessandra Testi al 3200462253

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"Coworking: lavorare in uno spazio condiviso è effettivamente conveniente?"

Quando vi abbiamo parlato del coworking e di come funziona abbiamo scelto di concentrarci su aspetti come l’opportunità di confronto con altri freelance e professionisti, la condivisione e lo scambio come fonti di ispirazione, l’importanza della community per la crescita professionale. Lavorare in uno spazio di coworking offre però anche un’altra grande opportunità, quella di risparmiare parecchio sui costi legati all’affitto di un ufficio e alle differenti utenze da attivare.

Tenendo conto dei canoni di locazione relativi alla zona di Pisa (e del fatto che i fondi commerciali o comunque adibiti a ufficio sono mediamente più cari di quelli adibiti a uso abitativo), ipotizzare un budget mensile da stanziare per avere a disposizione una postazione di lavoro è abbastanza semplice. A questa cifra, che in alcuni casi è già ragguardevole di per sé, va necessariamente aggiunto un surplus per le spese di gestione (corrente elettrica, riscaldamento, connessione internet, acqua): anche nel caso in cui si opti per condividere un fondo con altri professionisti, le spese fisse andranno comunque ad incidere sul vostro budget. Quello che molto spesso non si conosce è invece quanto effettivamente si può risparmiare scegliendo di trasferire la propria attività quotidiana in uno spazio di coworking.

COWORKING: QUANTO COSTA EFFETTIVAMENTE?

Nella maggior parte dei casi i coworking prevedono una forma di abbonamento. Anche quando i costi sono contenuti, questa formula implica l’obbligo a versare una cifra in anticipo, che prescinde dall’effettivo utilizzo che si fa della postazione di lavoro. Qui a NEST2HUB, mentre eravamo impegnati a cercare il modo di rendere il più economico possibile il lavoro condiviso nei nostri spazi, considerata la valenza sociale del progetto NEST2HUB, abbiamo avuto l’idea di una formula alternativa. Stiamo parlando del pay per use, il sistema che abbiamo adottato e che differenzia NEST2HUB dalle altre strutture dello stesso tipo.

Associando il pay per use – che prevede un costo orario per le postazioni che scende con l’aumentare delle ore di frequentazione – a tariffe già di per sé contenute, siamo in grado di offrire prezzi assolutamente vantaggiosi. Ad esempio, nel caso di una postazione condivisa (il cui costo è di 1,2€ l’ora per le prime 40 ore e raggiunge gli 0,3€ l’ora a partire dalla 121esima ora di lavoro), è possibile lavorare 160 ore al mese (quindi 40 ore alla settimana) spendendo appena 122€. In caso di frequentazione meno intensa, pari ad esempio a 120 ore al mese (30 alla settimana) il costo della postazione è pari a 108€.

Siamo convinti del fatto che il coworking rappresenti il futuro del lavoro autonomo e che porti con sé una grande carica innovativa, e che la riduzione dei costi non debba essere l’unica sirena da ascoltare. Nonostante questo, è innegabile che tra gli aspetti da mettere sul piatto della bilancia c’è anche il fatto che sì, lavorare in uno spazio condiviso è effettivamente conveniente.

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"Coworking: i migliori tool per ottimizzare il tuo lavoro"

Sia che si scelga di lavorare in un coworking oppure che si opti per il lavoro da casa, essere freelance o lavoratori autonomi significa necessariamente dover organizzare il proprio tempo e le proprie attività quotidiane. Molto spesso, parlando del rapporto tra il lavoro autonomo e quello da dipendente, si tende a citare solo i vantaggi di “non avere padroni” e di conseguenza orari e altri paletti da rispettare. Se ad una prima veloce analisi questo può apparire particolarmente allettante, è importante tenere bene a mente che il lavoro autonomo può rivelarsi ostico se non supportato da adeguati sistemi di organizzazione del tempo e del lavoro. Per questo vi presentiamo quattro tool gratuiti (o quasi) che vi aiuteranno nella gestione delle vostre giornate, portandovi risultati concreti in termini di produttività e di efficacia del lavoro quotidiano.

– Gestisci i tuoi progetti con un tool dedicato al project managent: ASANA 
Per chi ha familiarità con lo Yoga, questo nome non suonerà nuovo. Asana è LO strumento online per eccellenza che permette di gestire in maniera semplice e rapida i progetti nella loro interezza, adottato da decine di migliaia di liberi professionisti e freelance in tutto il mondo. Quando ci si trova a gestire (o anche semplicemente a collaborare alla realizzazione) di progetti che si articolano su più livelli, limitarsi a scriversi una serie infinita di mail può diventare piuttosto frustrante. Asana offre un ambiente unico di lavoro e la possibilità di sfruttare funzioni diverse, partendo da una struttura divisa in organizzazione (il gruppo di lavoro), team, progetti e task. Per una guida completa all’utilizzo di Asana vi consigliamo di leggere la pratica guida messa a punto da Pennamontata.

– Collabora nella maniera più efficace con i membri del tuo team: TRELLO
Trello è un altro diffusissimo tool online che ha la funzione di aiutarti a organizzare il lavoro di un team. Molto spesso, infatti, un freelance non è solo di fronte al mondo ma si trova per forza di cose (e per fortuna) a collaborare con figure professionali diverse. Ad esempio, restando nell’ambito del web marketing, un copywriter (colui che si occupa di testi) dovrà necessariamente lavorare a stretto contatto con un project manager (responsabile del progetto) e magari parallelamente con un grafico piuttosto che con uno sviluppatore. Trello mette a disposizione un ambiente di lavoro diviso in bacheche, la possibilità di creare ticket e di assegnarli ai membri del team, seguendo l’andamento delle lavorazioni in tempo reale. Anche in questo caso, chi meglio di Trello può spiegarvi come funziona Trello?

– Aumenta la tua produttività organizzando al meglio il tuo tempo: TOGGL
Quello che molto spesso viene definito come il grande vantaggio del lavoro autonomo, ovvero l’assenza di orari, si rivela in realtà un’arma a doppio taglio. Per mantenere alta la produttività (e quindi lavorare meno per produrre di più), è fondamentale darsi il giusto ritmo, e soprattutto tenere traccia di come impieghiamo il tempo quotidianamente. In fin dei conti, per farlo basta munirsi di un cronometro e di un quaderno. Ma perché fare questo (seppur minimo sforzo) se qualcuno lo può fare per noi? Toggl è un’applicazione che permette di tenere traccia di ogni singolo minuto del tempo trascorso a lavoro, stilando rapporti di varia natura a fine giornata, al termine della settimana o di un determinato progetto.

– Parla con i tuoi collaboratori in un ambiente dedicato: SLACK
Di questi tempi, quello che certo non mancano sono le applicazioni per chattare. Quando si è lavoro però, le chat e gli strumenti che utilizziamo per parlare con i nostri amici possono rappresentare un ostacolo per la produttività. Slack è la soluzione a questo inconveniente, una piattaforma di messaggistica per team che integra insieme diversi canali di comunicazione in un unico servizio con l’obiettivo di di migliorare l’esperienza lavorativa aumentando l’interazione tra differenti servizi, consolidando e dando un senso al sempre crescente flusso di dati generato dal lavoro in team. Per saperne di più su Slack, vi consigliamo di consultare la guida sul sito.

 

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"30 Minuti Per Farsi Un’Idea: le startup innovative nell’industria 4.0"

Mercoledì 31 gennaio alle 18.00 negli spazi del Nestlab si svolgerà il terzo degli appuntamenti di quest’anno del ciclo di incontri “30 Minuti Per Farsi Un’Idea”, nel quale un esperto è chiamato ad intervenire su un argomento specifico. Dall’affascinante mondo delle cryptovalute si passa all’universo delle startup e dell’industria 4.0, con un workshop dedicato alle opportunità offerte dalla legge di stabilità 2015 (Legge 190/2014) in favore delle aziende che investono in attività di ricerca e sviluppo; a curare il workshop sarà Giovanni Capussela, consulente aziendale.

Per spiegare come beneficiare dei crediti di imposta in favore delle aziende che investono in progetti R&S, Capussela partirà dall’illustrazione del Programma Nazionale della Ricerca – approntato dal MIUR (Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca) e dal MISE (Ministero dello Sviluppo Economico) per recepire le strategie implementate a livello europeo in questo settore – per passare in seguito alla definizione del concetto di industria 4.0.

L’evento è gratuito, per iscriversi è necessario confermare la presenza compilando il form qui sotto.

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"30 Minuti Per Farsi Un’Idea: Crytpovalute, come usarle in sicurezza"

Mercoledì 24 gennaio alle 18.00 si tiene il secondo degli appuntamenti del 2018 del ciclo di incontri “30 Minuti Per Farsi Un’Idea”, nel quale un esperto è chiamato ad intervenire su un argomento specifico. Dopo l’intervento di Massimo Bianchi, che ha introdotto il concetto di bilancio aziendale, tocca a Silvia Nello far avvicinare i partecipanti al mondo delle cryptovalute. “Le criptovalute – spiega la relatrice presentando l’evento – sono un mezzo per raggiungere la tua libertà finanziaria e non solo, stanno rendendo il mondo un posto migliore. Per poterne beneficiare, però, non basta il consiglio di qualche guru… è necessario comprendere bene questa materia e fare i passi giusti. Azzardare può costare molto più caro di quello che immagini. Partecipa all’incontro e scopri come risolvere i problemi di sicurezza e come gestire e valutare in autonomia le risorse di questo mercato, evitando rischi inutili.

L’evento è gratuito, per iscriversi è necessario confermare la presenza compilando il form qui sotto.

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